.mercoledì, 16 maggio 2007.
Chiedo venia
Postato da joepanther alle 03:20
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.sabato, 10 febbraio 2007.
Caramelle alla menta - due
L'indomani mi svegliai. La cosa più bella di coloro che bevono è che non devono sforzarsi nel cagare. Non c'è niente di più sano e liberatorio e sincero dell'atto della defecazione. Purtroppo avevamo chiuso i rubinetti dell'acqua fredda e lo scarico ci toccava crearlo con le nostra mani. Vale a dire riempire una bacinella piena d'acqua calda e versarla nel cesso, sincerandosi che tutto filasse liscio. Tornai nel letto, dove Audra mi aspettava. Stava rollando due sigarette, era la nostra colazione.
"A cosa pensi quando scopi con me ?" mi chiese. Io sputai una nuvoletta di fumo.
"Bhè, penso a te..."
"Sei un maledetto figlio di puttana, come tutti gli uomini"
"Perché dici questo ?!"
"Tu non pensi a me…o almeno…sicuramente hai un’immagine di me nel tuo cervello distorta"
"Non capisco la differenza..."
"Chissà come ti raffiguri queste mentre mi scopi" disse mentre si tastava le tette. Ed era vero, me le immaginavo più grandi, ad occhi chiusi, senza vederle. Soltanto toccandole.
"Ma come pensi che io possa pensare una cosa simile? Cristo Audra, te le tocco le tette, mica me le sogno!"
"Sei patetico. Rivestiti e vai in camera tua. Sei fortunato che non ho voglia di uscire altrimenti non ti avrei mai scopato in vita mia"
Mi alzai. Tornai in camera mia. Non era possibile competere con le donne, con alcune donne. Audra era una di quelle con cui non puoi permetterti di abbassare mai la guardia. Una di quelle che ti scoppiano a ridere in faccia se l'uccello non ti si rizza. Ma provavo una forte sensazione di potenza appena finivo di scoparmela. Si, alla fine lei aveva in ogni caso bisogno di un arnese da mettere in mezzo alle gambe, ed io ero capitato a fagiolo nella sua vita. Potevo domare una delle più grandi troie della storia ed era stata casualità. Cerchi una coinquilina e ti ritrovi una troia. Non male. Non male per niente.
Decisi di uscire quella mattina. Era un periodo strano, stavo persino pensando di trovarmi un lavoro, di vivere di me stesso. Sorrisi al solo pensiero.
"Io esco, ci vediamo dopo" urlai alla mia amichetta.
"Vaffanculo cazzo moscio"
Chiusi la porta.
Scesi le scale a piedi perché ultimamente ero ingrassato parecchio fra alcool ed il non fare un cazzo. Era un modo per smaltire grasso quello di scendere le scale a piedi, pensavo. Mio dio come siamo bravi a mentirci.
Vivo una vita allegra. Ho una famiglia felice. Pago le tasse. Possiedo la macchina sempre pulita. Mia moglie è bellissima. Io sono completo. Questo si ripeteva la gente di giorno in giorno, accumulando dosi di surrogato di felicità. Per poi scoppiare. Dammi felicità surrogata, donami benessere, regalami una vita fatta di lavoro. Le scale finirono e...
"Giovanotto siete indietro con l'affitto lei e la sua amichetta" era la padrona di casa, il suo nome era La-Padrona-di-casa
"Lo so, signora, ci dia un altro paio di giorni e tutto si sistemerà" dissi superandola con passo svelto. Non esiste che perdo il mio tempo con te, caramella alla menta scaduta. Non esiste niente di più irritante di una vecchia rompicoglioni. Questi vecchi del cazzo che non hanno nulla da fare e che amano scocciare il prossimo con i loro piagnistei. Anche io sarei finito così, se non peggio, era per questo che volevo vivere intensamente ogni istante prima di avviarmi verso l'autostrada dell’ospizio umano. Cristo, una vita buttata nel cesso per poi ritrovarsi il culo quadrato per via della panca di una chiesa puzzolente di cera. Qualcuno mi urli in faccia che sono io in errore, ne ho bisogno.
Cammina, cammina. E cammina. Giunsi nel bar in cui avevo trascorso molto del mio tempo ultimamente. Una chiesa, un bar, la storia è sempre la stessa dopotutto. Lì avevo bevuto parecchio, avevo parlato parecchio, avevo giocato parecchio, avevo scopato pochissimo.
"Ciao Paul, dammi del wiskhy per favore"
"Eilà mister, ci si rivede!" lui chiamava tutti mister. Mister.
Mi misi a sedere sullo sgabello al bancone. Diedi un'occhiata intorno. Facce nuove, pensai. Un paio di ubriaconi senza nulla da fare, alcuni giocavano a biliardo, altri si masturbavano il cervello a vicenda. C'erano persino due ragazze ad un tavolo. Di certo, pensai, erano entrate in questo locale cercando una Diet-Coke, invece sono finite in un centro per maltrattamenti al genere umano sponsorizzato dallo stato. L'alcool è proprietà dello stato.
"Ciao bellezza"
Ci siamo.
Mi voltai in direzione delle due ragazze. Un uomo orrendo le aveva avvicinate ed io decisi di godermi quel corteggiamento ai limiti della decenza. Per me tutti i corteggiamenti sono così. Perché perdere tempo in chiacchiere ? Se qualcuno ti aggancia in un bar non cerca l'amore, ma solo una scopata con un bel servizio completo.
Il tipo proseguì, con i suoi occhiali con la montatura nera ed i baffi mal curati. La tipa lo guardava abbastanza dubbiosa. Io ero al secondo wiskhy, spettatore fiducioso nel colpo di scena. Il barista non alzava lo sguardo se non per osservare la tv collocata nell’angolo alto opposto al bancone. Puntai cento dollari con me stesso, il tipo non si scoperà nessuna delle due. Ed invece persi. Una delle due tizie, quella più grassa, si alzò ed andò nel bagno con la scritta “Uomini” seguita dal tipo orrendo. Il barista non fece nessun cenno. Il mondo era un enorme bordello autorizzato, questo era quanto. Tornai al mio bancone. Voltandomi vidi entrare nel bar Walter, una delle persone più fuori di testa che Dio abbia mai fatto schiantare su questa terra. Sperai che non si avvicinasse a me, ma accadde. Matematico. Il suo volto era completamente ricoperto dalla barba e dai capelli, ma purtroppo i suoi occhi erano visibili e mostravano la sua totale assenza di neuroni.
"Jack...ciao...che fai ?" mi chiese con voce sommessa. Sorseggiai il mio wiskhy senza voltarmi
"Hai visto Mike ?" mi chiese masticando la sua stessa saliva. Sorseggiai il mio wiskhy senza voltarmi
"Che fai stasera ?" non sorseggiai più il mio wiskhy, il bicchiere si era frantumato sulla testa di Walter
"Senti brutto coglione schizzato, smettila di rompermi le palle e vai via di qui! Non voglio avere niente a che fare con te, esci di qui o ti ritroverai a portare a spasso il tuo buco di culo con uno zaino!" il barista non si voltò, Walter uscì fuori correndo, l'altra ragazza al tavolo era sconvolta.
"Un altro per favore, Paul" dissi mentre il tipo orrendo e la tizia cicciona uscivano dal cesso degli uomini. Il baratto non era ancora passato di moda.
Tornai a casa passando per la drogheria dove comprai birra e carne in scatola. La mia vita si svolgeva in modo monotono, senza sbalzi. Stavo bene, ma dentro soffrivo. Perché non avevo un cazzo da fare e dovevo trovare qualcosa per tenere impegnata la mente. Non si trattava di certo di una donna, tantomeno di un uomo. Si trattava di fare qualcosa con me stesso e non si trattava di una sega. Si trattava di cambiare corsia, non di leggere un libro o ascoltare un disco.
Entrai in casa e vidi un enorme uomo in cucina con una birra in mano. Una delle mie birre, il che mi innervosì parecchio. Mai trasgredire le regole dello zio Jack.
"Hei amico, lascia la mia birra!"
"Ah ha" fece lui.
Era enorme e peloso. Mi avrebbe spezzato in due con una mano, tanto lui era forte ed io ero ubriaco e debole. In tutti i casi, mai mostrare le proprie debolezze. Poi questo era un idiota che non poteva competere con me, su tutta la linea.
"Chi cazzo sei ?" sbottai digrignando i denti.
"Sono Charly, sto con Audra"
"Si, questa sera stai con Audra, poi lei domani va con Jimmy e dopodomani con Roger..." una mano mi strinse il collo.
"Non parlare così della mia donna, finocchio"
Audra fece il suo ingresso, come nei migliori drammi. Era avvolta in una camicia da notte. Lei non era bella, ma portava la sua femminilità in giro con stile, una cosa che ti uccide se la sai cogliere.
"Lascialo stare Mike, lui è Jack il mio coinquilino"
"Mike ?!" urlò l'uomo delle nevi innervosito dall’errore della donna che l’aveva chiamato con uno dei tanti nomi che se l’erano sbattuta tempo addietro.
"Oh, scusa Charly" e lo baciò sul viso.
Audra sapeva come tenere mansueti gli uomini, anche quando era nel torto. Sapeva troppe cose quella donna. Era una fottuta troia. Avevo più possibilità di atterrare quel tizio che di tener testa ad Audra nei suoi momenti migliori. In tutti i modi scivolai nella mia camera.
Immaginai per un attimo come quel tipo enorme sollevava Audra con le sue braccia e come la sbatteva ovunque riempiendola col suo cazzo. Io avevo sempre avuto un debole per il così detto "sesso selvaggio e sfrenato", ma ero un teorico, nella pratica ero zero. Tuttavia la mia poca forza era compensata dalla fantasia. Certo avevo stile e sapevo cosa voleva una donna, ma avrei voluto tanto scoparmene una inchiodandola al muro col mio cazzo e tenendola su per il culo. Il massimo che potevo sollevare era una sigaretta. E così feci.
Poco dopo la porta d'ingresso si chiuse ed intuii che l'omone era andato via. Audra entrò in camera mia facendo attenzioni ai cocci delle bottiglie infrante in terra. Avrei potuto affittare la mia stanza come campo minato per un addestramento militare, ma sarebbe stato molto più facile pulirla e metterla in ordine. Ma perché ?
"Ti ha spaccato per bene la figa ?"
"Certo, non è mica come te. Sembri un frocio a volte quando scopi" si accese una sigaretta mettendosi a sedere su uno sgabello di metallo.
"Ma come fai a scoparti questa gente se non esci mai di casa ?" chiesi facendo crocchiare il mio collo inclinando la testa prima sinistra poi a destra. Una specie di tic.
"Metto gli annunci sul giornale e loro vengono qui. Semplice."
"Devo provarci" dissi.
"Bhè allora specifica che la cosa può essere anche molto breve" si alzò ed uscì, lasciando una scia di fumo. Poi riapparve e mi gettò un giornale proprio in mezzo alle gambe.
"Non è un invito a farci un buco e scopartelo. Leggi la pagina degli annunci e guarda quello cerchiato in rosso, è il mio"
Andò di nuovo via.
Trovai l'annuncio "Donna sui trenta anni cerca uomo potente e virile per sesso senza coinvolgimenti sentimentali. Non si accettano froci, feticisti o malati di mente. Solo botte violente e via. Audra, Halzware Street..."
Era un annuncio semplice e diretto. Lei cercava un grosso cazzo ed il grosso cazzo veniva a bussare alla porta. Semplice, lo farò. Scrissi un annuncio anche io. Avrei dovuto attendere un po' per la pubblicazione, ma qualcuna si sarebbe fatta viva. Speravo. Mi vergognavo un po' della cosa. Ma volevo provare questo servizio di sesso-a-domicilio e poi avevo bisogno di scoparmi qualcuna di diversa da Audra. Non si era stato facile scrivere un annuncio del genere. In un massimo di trenta parole dovevi descriverti e dire cosa cercavi. In un massimo di trenta parole era racchiuso il tuo sos gettato in pasto al mondo. In tutti i casi, qualcosa scrissi. Misi il foglio scritto a mano in una busta postale e la riposi nella tasca della mia giacca col proposito di spedirla subito. Uscito dalla mia stanza, però, vidi in cucina uno strano tipo basso, con un principio di calvizie e gli occhiali neri e spessi. Un altro amichetto di Audra, senza dubbio.
"Lui è Harry" disse Audra. Il tipo gli arrivava altezza-tette.
"Piacere Harry" feci io mentre stringevo in mano il mio desiderio di scopare messo su carta e dato in pasto alla gente del posto. Harry sorrise. Audra lo aveva di certo svuotato, piccolo come era. Si sarà sentito un uomo importante, come mi sentivo io quando me la sbattevo. Un po' lo invidiai. In tutti i casi non mi interessava assolutamente nulla di quel fallito che superai con passo laterale e veloce. Così scesi in strada velocemente ed imbucai la lettera. La bottiglia con il mio personale sos era stata gettata in mare. Accesi una sigaretta e feci il tragitto inverso.
Pensai a Biancaneve fottuta da uno dei nani. Così come Harry ed Audra. Quel piccolo coglione stava ricevendo forse il miglior sesso della sua vita e non riusciva a capirlo. Avrei voluto fermare il tempo entrare in quella stanza e riempirlo di calci e pugni. Ma quello che feci fu semplicemente abbassare la zip dei miei pantaloni e masturbarmi sentendo le urla ed i gemiti di Audra. La più grande puttana che Dio avesse mai cagato da sotto quella tunica immacolata. Però a lui lo scarico andava sempre, riflettei.
Postato da joepanther alle 00:39
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.sabato, 09 dicembre 2006.
Caramelle alla mente - uno
Postato da joepanther alle 00:40
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.INTRO.
Questo blog si propone come una raccolta di roba assurda che la mia mente malata ha partorito.
In molti casi si tratta di roba vecchia e quindi di stile molto acerbo...ma a me va bene lo stesso così.
Per maggiori informazioni personali (se ne avete bisogno) andate sull'altro mio blog...il link è qui da qualche parte.
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